ACUFENI? NO GRAZIE!

Acufeni? No grazie!

a volte il caso…

conchiglia

per molti anni io sono stato perseguitato da questo fastidiosissimo disturbo; ho provato a contrastare con tutti i mezzi i fruscii ed i sibili inventati dal mio sistema nervoso, che trasmette all’apparato uditivo suoni inesistenti, probabilmente a causa di una progressiva perdita di sensibilità uditiva ai suoni di frequenza molto alta, che l’apparato uditivo, non riuscendo più a percepirli come suoni reali, interpreta come potenziali “nemici”, inventandosi dei suoni fasulli come antagonisti; almeno questa è più o meno la spiegazione che mi è stata data dai medici dell’isituto di audiologia del Policlinico di Milano, dove io mi sono prestato a fare da cavia della sperimentazione per circa un anno. Ho provato a neutralizzare questi finti suoni percepiti dal mio apparato vestibolare sinistro, con sofisticati apparecchi elettronici, integratori, mascheratori, manipolazioni ed altro; ma tutto è stato inutile, o nel migliore dei casi c’è stata una attenuazione del fenomeno, ma mai una completa guarigione, finché un giorno è accaduto qualcosa che per una persona “normale” come me, priva di conoscenze scientifiche specifiche sull’argomento di questo scritto, ha dell’incredibile. Premetto per chi fosse interessato a questo tema perché afflitto dal mio stesso disturbo, che una grossa componente di disagio risiede in un meccanismo psicologico di genere compulsivo ossessivo: il sintomo percepito provoca una fissazione sul sintomo stesso che moltiplica il disagio; quindi, la prima cosa che io consiglio in base alla mia esperienza è di cercare di distrarsi, di pensare ad altro, di concentrarsi su qualche cosa di piacevole che ci interessa o di ascoltare musica rilassante, possibilmente in cuffia (la musica rilassante è un ottimo mascheratore dell’acufene); è anche utile ascoltare il rumore dell’acqua corrente, di una fontana, di un ruscello, di una cascata, o in mancanza d’altro anche del rubinetto di casa; l’acqua in movimento è un ottimo mascheratore dell’acufene. Questo discorso mi porta finalmente a parlarvi della “mirabolante” scoperta che io ho fatto del tutto casualmente un giorno di qualche mese fa. Mi trovavo sulla spiaggia in quel di Riccione, e passeggiavo davanti al mare; non avendo di meglio da fare osservavo le conchigliette sul bagnasciuga, finché a un certo punto notai una conchiglia più grande delle altre, di un colore marroncino con sfumatore chiare; raccolsi la conchiglia come un souvenir e me la misi in tasca. Alla sera la poggiai sul comodino da notte, e la osservai prima di prendere sonno; ad un certo punto mi svegliai per il solito acufene all’orecchio sinistro; non so perché, ma istintivamente misi la conchiglia attaccata al mio orecchio, forse pensai che il lieve fruscio di mare che si avverte dentro le conchiglie, mi avrebbe distratto dal fasidioso suono inventato dal mio cervello. Con grande sorpresa, dopo pochi secondi l’acufene cessò, io percepivo soltanto quel gradevole leggero fruscio di mare che richiama le onde che si infrangono sul bagnasciuga. Non chiedetemi la spiegazione razionale e tanto meno scientifica di tutto ciò, ma fatto sta che da allora, quando ho un attacco  di acufeni, mi metto la conchiglia attaccata all’orecchio e l’acufene mi passa. Spero che questo mio post possa essere utile a qualcuno.

ACUFENI? NO GRAZIE!ultima modifica: 2014-05-29T18:51:13+02:00da miclos
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento