La retorica sugli anziani

Non c’è servizio giornalistico sui cosiddetti anziani che non faccia sfoggio di demagogica retorica e di penosi luoghi comuni. L’anziano è raffigurato come un idiota arteriosclerotico che trascorre le proprie giornate nei bar a giocare a carte, ovviamente insieme ad altri vecchi, oppure nelle balere ad hoc, per celebrare la saga della terza o quarta età con balli lisci, mazurche e qualche passo di tango o di walzer, ovviamente in compagnia di altri vecchi rincoglioniti. Presso gli antichi romani l’anziano era il senex, ovvero il termine che designa ancora oggi i senatori, vocabolo che per etimologia acclarata significa saggio. All’epoca dell’impero romano la terza età si raggiungeva a 45 anni, dal momento che la vita media non superava i 50 anni. Oggi la terza età si è spostata molto in avanti per l’allungamento della vita, ma per i media l’anziano continua ad essere un povero portatore di handicap, facile oggetto di raggiri e truffe ad opera di delinquenti (ovviamente per lo più extracomunitari) senza scrupoli. Quando poi si riflette sul fatto che, alla faccia dei rottamatori tanto di moda, gli ultimi presidenti della Repubblica italiana erano e sono ultrasettantenni, che gran parte delle personalità della politica, della vita sociale e dell’arte sono anziani, quando si considera che fa ormai parte della cd. terza eta una gran f… (ancora oggi) come Ornella Muti, o un cantante-impresario-maratoneta come Gianni Morandi, o un ex presidente del Consiglio come Berlusconi, la cui fidanzata ha una quarantina d’anni meno di lui, quando si riflette sul fatto che grandi musicisti, artisti, filosofi eccetera, diedero e continuano a dare il meglio di loro nella terza o quarta età, allora tutti questi illustri personaggi si coniderano eccezioni. La verità è che non esiste la vecchiaia se non per chi si rassegna interiormente all’etichetta di anziano (con conseguente rapido invecchiamento cellulare), datagli da una società dove l’ipocrisia ed i luoghi comuni imperversano perché fanno audience, o si presume così. Come hanno ampiamente dimostrato illustri scienziati, spazio e tempo sono categorie, stereotipi che in quanto tali non esistono se non nelle povere menti di coloro che le hanno concepite. L’unico modo di rispondere alla sagra dei luoghi comuni e delle banalità mediatiche è l’ironia; infatti il sottoscritto non si perde una puntata di “un giorno da pecora”, trasmissione radiofonica di grande successo, dove il protagonista assoluto è “l’anziano” Sabelli Fioretti, con la sua sottile ironia e  con le sue boutades.

La retorica sugli anzianiultima modifica: 2015-09-01T18:31:00+02:00da miclos
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