MITI DA SFATARE
dopo ogni terromoto c’è una specie di competizione tra i politici, gli amministratori locali e gli esperti per chi ha le idee migliori ( da propalare in tv) per mettere in sicurezza il territorio; finora gli italiani hanno pagato con le tasse miliardi di euro per le ricostruzioni dei terrtitori distrutti (ricostruzioni spesso e volentieri lunghissime e “malefatte” a causa di intrallazzi ed interessi mafiosi), ma a partire dal più tragico e devastante evento tellurico dagli inizi del secolo scorso ( il terremoto di Messina e Reggio Calabria), non c’è mai stata una seria e concreta prevenzione delle catastrofi naturali (che sono naturali per le cause ma non per le conseguenze più tragiche). Anche stavolta ci raccontano la storiella che bisogna fare il certificato di tutte le costruzioni pubbliche e private non a norma antisismica e che la prevenzione costa molto meno della ricostruzione. Mi viene in mente una canzone di Giorgio Gaber che recita: ” e allora dai, allora dai, allora dai, le cose giuste tu le sai, allora dai… dimmi perché tu non le fai…”. In realtà non si vuole fare una seria prevenzione perché la ricostruzione fatta a risparmio sulla pelle dei proprietari di case e dei contribuenti è una ghiotta torta per le organizzazioni malavitose e per imprenditori senza scrupoli che sulle ricostruzioni post terremoti fanno le loro fortune; come accade troppo spesso in questo martoriato paese per tante altre cose e non solo per i terremoti (“ed io pago!” disse Totò). Ci sono almeno due luoghi comuni da sfatare: 1) i terremoti non si possono prevedere 2) i proprietari delle seconde case sono ricchi.
1) se è vero che tecnicamente è impossibile prevedere la data esatta ed il luogo preciso del prossimo terremoto, è altrettanto vero che ci sono dei dati statistici inoppugnabili. La mappa dei luoghi a rischio è molto precisa e dettagliata; sappiamo che oltre il 70% del territorio nazionale è ad a alto rischio sismico e sappiamo dove e quando si verificherà il prossimo evento, con un’approssimazione molto attendibile data dalla statistica: come in questi giorni ha ripetuto in tv un esperto del Cnr, gli eventi sismici di sesto grado della scala Richter ( in altri paesi ci sono terremoti di grado 8, mille volte più devastanti, ma in quei paesi, come ad esempio il Giappone, la popolazione si è attrezzata per fare fronte alle conseguenze più tragiche da molti anni) si ripetono costantemente in media ogni 4 anni (a partire dal secolo scorso). Dunque se davvero si vuole fare prevenzione seria, sappiamo dove e quando farla.
2) come ci insegnano tutti gli eventi tellurici degli ultimi decenni, la stragrande maggioranza delle seconde case distrutte dai terremoti appartengono a famiglie assolutamente non facoltose, che quelle case hanno ereditato dagli antenati; spesso si tratta di immobili di piccoli paesi o frazioni degli stessi, di scarso o addirittura nullo valore commerciale, per i quali i proprietari versano salatissimi tributi perché, per compensare le minori entrate dopo l’abolizione dell’IMU, lo stato ha tartassato le seconde case, indipendentemente dal reddito dei proprietari. Gli interessi in gioco sono enormi, ed allora politicanti senza scrupoli ed improbabili esperti smettano di prenderci in giro con la solita bufala della prevenzione. Questi signori (a partire dal presidente del Consiglio), se davvero vogliono cambiare rotta e fare davvero prevenzione antisismica, lo dimostrino con i fatti, possibilmente prima che, tra circa 4 anni, il prossimo terremoto di magnitudo 6 devasti ancora una volta il patrimonio edilizio, artistico e turistico di questo paese facendo tante altre vittime innocenti.